Il meteo è di tendenza perché una perturbazione atlantica risalita da Spagna e Francia ha aperto una fase di maltempo di circa 48 ore su gran parte del Centro-Nord Italia, come riportato da iLMeteo/la Repubblica del 20 ottobre 2026 e dal Centro Meteo Italiano del 19 ottobre. La risposta alla domanda principale è quindi questa: non si tratta di un generico interesse per le previsioni, ma di un evento con allerte ufficiali della Protezione Civile su più regioni. I bollettini più recenti reperiti risalgono al 19-20 ottobre e vanno verificati sul sito della Protezione Civile per gli aggiornamenti.
La Protezione Civile emette avvisi di condizioni meteorologiche avverse che si traducono in livelli di allerta per rischio idrogeologico, idraulico o per temporali. Il livello arancione indica una criticità moderata, il giallo una criticità ordinaria. Non è una previsione del tempo: è un avviso che segnala dove possono verificarsi criticità sul territorio, e va letto insieme alle indicazioni locali.
Nell'avviso del 19 ottobre 2026 la Liguria era la regione con allerta arancione, cioè criticità moderata, per i bacini marittimi di Centro e Ponente e per i bacini padani di Ponente. L'allerta riguardava sia il rischio temporali sia quello idrogeologico. Il resto della regione era in allerta gialla per temporali.
Oltre alla Liguria, l'allerta gialla per temporali del 19 ottobre riguardava Emilia-Romagna, Lazio, Sardegna, Toscana e Umbria. Il rischio idrogeologico era segnalato anche in Piemonte, su Scrivia, Valle Tanaro, Toce, Val Sesia, Cervo/Chiusella e Belbo/Bormida. Il rischio idraulico era indicato solo nel Lazio, per i Bacini Costieri Nord.
Secondo iLMeteo/la Repubblica del 20 ottobre, il Nord-Ovest era la zona più esposta, con piogge persistenti su Liguria e Piemonte. In Liguria, su Savona e Genova, gli accumuli potevano superare i 150 mm in 24 ore, mentre su alcuni settori del Centro-Nord e della Campania si stimavano fino a 200 mm in 48 ore. Sono valori indicati come possibili, non come certezze, e vanno letti come stime dei modelli.
Un accumulo di 150 millimetri in 24 ore equivale a 150 litri di pioggia per metro quadrato. Per dare un'idea, è una quantità che in molte zone della Liguria può cadere in poche ore e mettere in crisi piccoli corsi d'acqua e reti di drenaggio. Per questo l'allerta idrogeologica si concentra sui bacini più piccoli, dove il tempo di reazione tra pioggia e piena è breve.
Oltre alla pioggia persistente, il quadro del 20 ottobre indicava rovesci intensi, forti raffiche di vento, locali grandinate e molta attività elettrica. Sono fenomeni tipici delle perturbazioni autunnali, quando l'aria calda e umida incontra masse più fresche. La loro distribuzione è irregolare: un temporale può scaricare molta pioggia su un'area ristretta e lasciarne asciutta una vicina.
Al Centro le piogge interessavano le coste toscane, mentre all'interno il clima restava mite con temperature di 25-26 °C. Il peggioramento era atteso in serata e in nottata su Toscana interna, Umbria e Lazio, con temporali anche intensi. Questa differenza tra costa e interno dipende dalla posizione del fronte e dai venti che lo accompagnano.
Su Sardegna e Sicilia ionica il 20 ottobre erano previsti piovaschi, mentre la Campania doveva peggiorare in nottata. Anche il Sud rientrava tra le aree con possibili accumuli fino a 200 mm in 48 ore su alcuni settori, secondo la stima di iLMeteo/la Repubblica. Le Isole restavano ai margini della perturbazione, con fenomeni più sporadici.
Il quadro del 20 ottobre segnalava un rinforzo dello scirocco, con rotazione a libeccio sul Mar Ligure e sull'alto Tirreno. Raffiche forti e possibili mareggiate erano attese sulle coste esposte. Per chi vive in zone costiere, l'abbinamento tra vento forte e pioggia è un elemento da considerare, perché rende più complicati spostamenti e interventi.
Mercoledì 21 ottobre il fronte doveva spostarsi verso Nord-Est, Toscana, Umbria, Lazio e Campania. il Nord-Ovest doveva migliorare, con neve in calo di quota sulle Alpi. È il normale avanzamento di una perturbazione atlantica, che sposta le zone di pioggia nel corso delle ore.
Secondo i dati raccolti oggi, giovedì 22 ottobre la perturbazione n.5 di ottobre stava lasciando il Paese. Il Dipartimento della Protezione Civile non prevedeva alcuna allerta a livello nazionale, citando l'assenza di fenomeni significativi prevedibili. Restava però un'allerta arancione per rischio idrogeologico in Friuli Venezia Giulia, sui bacini del Livenza, del Lemene, del Tagliamento e del Torre, come riportato da Icona Meteo il 22 ottobre 2026.
Sempre per il 22 ottobre era indicata un'allerta gialla per rischio idraulico in Friuli Venezia Giulia (bacino dell'Isonzo, pianura di Udine e Gorizia), in Trentino-Alto Adige per la Provincia autonoma di Trento e in Veneto per la pianura orientale, sui bacini Livenza, Lemene e tra Livenza e Piave. Il rischio idraulico riguarda gli straripamenti dei corsi d'acqua e i ristagni, e viene distinto dal rischio idrogeologico, legato a frane e smottamenti.
Per venerdì 23 ottobre sono attese piogge e temporali dal pomeriggio su Valle d'Aosta, Alpi piemontesi, Liguria, Lombardia, Triveneto, Emilia e Toscana. In serata i fenomeni dovrebbero estendersi a Umbria e Lazio centro-settentrionale, con quantitativi fino a moderati sulla Liguria di Levante e sull'Alta Toscana. Sono previsti venti forti occidentali su Sardegna settentrionale, Liguria di Ponente e Toscana meridionale.
Per venerdì 23 ottobre la Protezione Civile indica un'allerta gialla per rischio temporali e idrogeologico in Toscana, nelle zone Serchio-Garfagnana-Lima, Lunigiana e Versilia. Lo stesso giorno le piogge dovrebbero concentrarsi sulle zone alpine e prealpine, con estensione serale verso il Centro. Chi programma spostamenti in queste aree deve considerare sia la pioggia sia il vento forte.
Secondo Meteo.it del 22 ottobre 2026, la perturbazione n.6 di ottobre porterà clima instabile sabato 24 e domenica 25, con temporali su Nord-Est, Emilia-Romagna e Centro-Sud. Residui sono attesi lunedì 26. Le temperature sono previste in calo sotto la media per l'arrivo di aria più fredda: è una tendenza, non un valore puntuale per ogni località.
Dopo il passaggio di una perturbazione, spesso arriva aria più fresca da nord-ovest che abbassa le temperature, anche sotto la media del periodo. Questo non significa che l'autunno sia finito: dalla settimana successiva è attesa una rimonta dell'alta pressione, secondo Meteo.it. Le variazioni di temperatura in autunno sono normali e vanno lette come oscillazioni, non come tendenze stagionali.
L'allerta arancione segnala una criticità moderata, cioè una situazione in cui possono verificarsi fenomeni con impatti sul territorio. L'allerta gialla indica una criticità ordinaria, con fenomeni meno intensi ma comunque da seguire. In entrambi i casi l'avviso è regionale o sub-regionale: la stessa regione può avere zone in giallo e zone in arancione, come è accaduto in Liguria il 19 ottobre.
La fonte principale per le allerte in Italia è il Dipartimento della Protezione Civile, sul sito protezionecivile.gov.it, che pubblica avvisi e bollettini di criticità. A livello locale esistono anche portali regionali e siti come allertaliguria e meteotoscana.it, citati tra le fonti del quadro del 19-20 ottobre. I bollettini sono in continuo aggiornamento, quindi una previsione letta al mattino può cambiare nel pomeriggio.
In caso di allerta arancione o gialla per temporali e rischio idrogeologico, è prudente evitare sottopassi, argini e corsi d'acqua, e limitare gli spostamenti non necessari nelle ore di fenomeni intensi. Chi vive in zone collinari o montane dovrebbe seguire gli aggiornamenti locali, perché frane e smottamenti possono verificarsi anche dopo la fine della pioggia. Queste sono indicazioni generali e non sostituiscono le istruzioni delle autorità locali.